L’opera analizza la normativa italiana ed europea, nonchè le normative di alcuni Paesi europei (Francia, Spagna, Romania e Polonia), in materia di sequestro, confisca e riuso sociale dei beni e nasce dall’ormai acquisita consapevolezza, a livello nazionale e transnazionale, che i beni derivanti dall’attività illecita rappresentano un importante asset economico per le organizzazioni criminali e che la previsione e l’attuazione di adeguate misure volte a favorirne il reperimento, l’identificazione, il congelamento, la confisca e la gestione costituiscono una priorità assoluta.
Da qui l’adozione, a livello europeo, della Direttiva 2024/1260/UE, che armonizza le legislazioni degli Stati membri introducendo forme di confisca non basate sulla condanna, tra cui la confisca del patrimonio ingiustificato collegato ad attività criminose, ispirata al modello italiano della legge Rognoni-La Torre.
Infine, l’opera analizza le politiche di buon riuso dei beni confiscati adottate dalla Regione Campania, offermandosi sul ruolo della Fondazione Pol.i.S. attraverso la quale intende promuovere il riuso virtuoso dei beni confiscati sostenendo un modello sociale ed economico alternativo, fondato non sul profitto, ma
sulla sostenibilità, solidarietà e bene comune.