Le gestioni commissariali

ISBN: 9791259656230
NUMERO PAGINE: 352
€ 30,00

L’instabilità delle istituzioni democratiche determina sempre più il ricorso all’istituto del commissariamento, il quale, pur migliorando l’efficacia dell’azione amministrativa, mette in pericolo il principio democratico posto alla base delle consultazioni elettorali, specialmente nel caso di scioglimento dei Comuni per mafia.

L’obiettivo del presente lavoro mira a individuare un equilibrio tra il rispetto dei principi, che presiedono alla scelta dei rappresentanti dei cittadini, e l’istituto dello scioglimento degli organi degli enti locali, nel rispetto della Costituzione.

I capitoli II, III e IV costituiscono il nucleo centrale, focalizzandosi sugli scioglimenti ordinari e su quelli per infiltrazioni mafiose.

Gli scioglimenti ordinari, previsti dagli artt. 141 e 142 T.U.E.L., disciplinano diverse fattispecie che hanno un impatto significativo sulla vita politico-amministrativa degli enti territoriali.

La normativa sugli scioglimenti per mafia, appare più problematica, poiché i suoi aspetti preventivi e cautelari mal si conciliano con i canoni del procedimento amministrativo (legge n. 241/1990) e sono, quindi, oggetto di una revisione critica.

Un paragrafo è dedicato alla possibilità per il commissario di avvalersi dell’ausilio dell’A.I, un aspetto che, sebbene attualmente poco diffuso nella pubblica amministrazione, dovrà sempre più essere studiato e utilizzato.

L’analisi si estende ai Commissari straordinari nominati per la gestione delle imprese ai sensi dell’art. 32 della legge n. 114/2014 e al commissario ad acta che, pur diversi da quello prefettizio, condividono la finalità di costituire una deroga alle regole di formazione della volontà degli organi aziendali e amministrativi.

Il lavoro include, infine, un cenno comparatistico ad alcuni ordinamenti stranieri e un approfondimento, a scopo divulgativo, del concetto di commissario nelle sue varie accezioni.

Informazioni aggiuntive
Anno Edizione 2026
back to top