Ordine pubblico e buon costume

nel diritto della proprietà intellettuale
€ 16,00
ISBN: 9788866118374
NUMERO PAGINE: 152

La formula dell’ordine pubblico e del buon costume, così come pensata dai compilatori napoleonici, e da allora in poi nella codicistica europea, assume un significato funzionale: al centro dell’ordinamento si stagliano la libertà, l’individuo e i rapporti tra privati, e se ne riconosce il loro primato; alla clausola generale è invece attribuito il compito di essere un limite non solo esterno, esprimendo interessi generali della comunità sociale, ma anche interno, come presidio a protezione della proprietà e della stessa autonomia dell’iniziativa privata, nella sua espressione più ampia. Essa rappresenta il dispositivo tecnicogiuridico diretto (e pensato) per sanzionare, anche in assenza di norme espresse, la violazione della generale visione liberale dell’attuazione giuridico-economica dei rapporti tra gli individui, qualificandosi come principio generale di tutela delle libertà economiche.

Come questa eredità concettuale sia arrivata, configurata dalle dottrine privatistiche e commercialistiche italiana e della tradizione europea, nel diritto della proprietà intellettuale nella sua attuale valenza nazionale e sovranazionale, e come questa, non avendo finora trovato un modello adeguato e lineare di esegesi, debba essere interpretata è il compito che si prefigge questo studio.

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Anno Edizione 2019
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