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  • DURC Enti pubblici

  • Documento Unico di Regolarità Contributiva della Cacucci Editore Sas

La casa Editrice Cacucci è un’azienda, attestata in Italia e all’estero, fondata nel 1929. Finora l’azienda ha svolto prevalentemente servizi a fianco delle Facoltà universitarie di Giurisprudenza, di Economia e di Scienze Politiche, pubblicando testi e saggi dei più noti autori in campo europeo.
L’attuale gestione ha inteso coprire spazi nuovi e vitali per l’editoria seguendo la strada dell’informatica attraverso le acquisizioni della tecnologia innovativa alla luce delle urgenze che la contemporaneità impone (eBook, stampa digitale, ecc.).

Qui potrete trovare cenni sulla storia della Cacucci Editore e soprattutto il catalogo aggiornato in tempo reale.

Inoltre, potrete consultare la vetrina delle novità, sfogliare l'indice delle riviste, sapere dove visionarle ed effettuare ricerche sul nostro catalogo. Per qualsiasi ulteriore chiarimento o informazione, potete contattarci direttamente.

 

Scarica gratuitamente l'appendice di aggiornamento 2013 al
"Diritto del Lavoro" di E. Ghera (*)
Scarica gratuitamente l'appendice aggiornata a Novembre 2013 al
"Diritto sindacale" di G. Giugni (*)
(*) Se non si dispone di Acrobat Reader per la visione dei documenti PDF, possibile scaricare gratuitamente il software al seguente indirizzo: Acrobat Reader
 
  • La lotta per la laicita`

    La laicità storicamente è la risposta dello Stato all’ingerenza delle religioni nel suo ordine. È, reciprocamente, la sua assicurazione di non intromettersi nell’ordine proprio delle religioni. Messa attualmente a dura prova dall’irruzione di nuovi fondamentalismi, come quelli islamisti, la laicità s’imbatte anche nella situazione inedita di un papa, Francesco, che critica il clericalismo e sostituisce il confessionismo con l’inculturazione della fede. Ma proprio nel momento in cui se ne rende necessario un riposizionamento, si scorge la debolezza della laicità come principio informatore della legislazione dello Stato. Le soluzioni a molti problemi le stanno dando soprattutto i giudici.
    Questo libro le passa in rassegna e delinea il modello teorico della laicità come molla di una nuova «età dei diritti», che essa può favorire proprio perché non è una conquista già fatta e senza prospettive dinamiche. La laicità, come la democrazia costituzionale di cui è profilo fondamentale, è politica dei diritti, dei diritti di ognuno: fa registrare convergenze, che appianano passate contrapposizioni, ma vive di nuove contrapposizioni, non ha pace, è inevitabilmente anche conflitto. La lotta per la laicità continua perché, nata dalla «lotta per la libertà religiosa», diventa parte della «lotta per il diritto», che si declina, oggi, come lotta per «i diritti».

  • Percorsi di diritto tributario

    Caratteristiche maggiori di quest’opera sono originalità, modernità dell’impianto e lo sforzo, ben riuscito, di dimostrare la pari dignità degli interessi che vengono a incontrarsi e scontrarsi tra contribuente e fisco. Con questo libro, Uricchio non si è allontanato dai classici manuali fondati sulla suddivisione tra una parte generale, dedicata ai principi e alle regole e una parte speciale, dedicata alle singole imposte e alle disposizioni attuative della norma tributaria. Nel contempo, però, egli ha sentito la necessità di cambiare il taglio e il contenuto tradizionale della parte generale affrontando, con accenti di originalità, temi di grande spessore teorico come la nozione di capacità contributiva, i limiti quantitativi e qualitativi dell’imposizione e il bilanciamento, attraverso la leva fiscale, fra diritti sociali e il principio del pareggio di bilancio; tutti temi che la manualistica corrente tende il più delle volte a sottovalutare o, comunque, a darne semplicemente atto.
    Per le stesse ragioni è da sottolineare il forte rilievo dato, nella stessa parte generale, alle disposizioni dello Statuto dei diritti del contribuente e, soprattutto, alla disciplina comunitaria del tributo.
    Se poi alla prima parte si aggiunge la seconda, descrittiva dei singoli istituti, il risultato che si raggiunge non è solo quello di un’ampia conoscenza del sistema tributario positivo nella sua complessità, ma è anche quello di un’attenta ricostruzione di tali istituti nel loro reale modo di essere e di funzionare.

    (Prefazione di Franco Gallo)

  • Le falsita' in atti

    Fin troppo nota è la metafora di von Liszt, il quale assimila la fede pubblica agli «animali marini che, guardati da lontano seducono lo sguardo per la loro fosforescenza, mentre presi in mano si sciolgono in una massa gelatinosa». La metafora si è propagata nella nostra letteratura, tanto che Carrara ritiene la falsità in atti un «tenebroso argomento», simile ad una «sfinge», mentre Antolisei, nell'esordio della sua trattazione, ammonisce come sia «incontestato e incontestabile che la materia dei reati che ci accingiamo a studiare e la Fin troppo nota è la metafora di von Liszt, il quale assimila la fede pubblica agli «animali marini che, guardati da lontano seducono lo sguardo per la loro fosforescenza, mentre presi in mano si sciolgono in una massa gelatinosa». La metafora si è propagata nella nostra letteratura, tanto che Carrara ritiene la falsità in atti un «tenebroso argomento», simile ad una «sfinge», mentre Antolisei, nell’esordio della sua trattazione, ammonisce come sia «incontestato e incontestabile che la materia dei reati che ci accingiamo a studiare è la più complessa, delicata ed ardua della Parte speciale del diritto penale.

  • Quasi saggio

    Mi affascinano le parole dal significato duplice, così congeniali al segno dei pesci. Saggio significa prendere una piccola parte di una sostanza, per esaminarne la composizione. Assaggiarla. Con il tempo è divenuto sinonimo di studio su di un argomento. Ma è anche da sempre il modo di qualificare un uomo dotato di sapienza.
    Quasi saggio, e sottolineo quasi, perché si tratta di riflessioni di vario genere, che a volte si avvicinano alla forma di piccoli saggi. Scritti da un uomo che, per età e professione, dovrebbe essere saggio.
    Nessuno lo è fino in fondo.
    Per fortuna.

  • Dialoghi con Ugo Villani

    L’iniziativa di una raccolta di scritti in onore di Ugo Villani, avviata dai Suoi Allievi e da Essi curata assieme a Ennio Triggiani, è stata da noi promossa con grande piacere, come riconoscimento del contributo dell’Onorato alle sedi universitarie nelle quali ha svolto la Sua carriera accademica.
    L’ampio e qualificato numero di contributi ricevuti mostra in maniera tangibile l’affetto e la stima di tanti studiosi, non solo delle materie internazionalistiche, nei confronti di Ugo Villani. A tutti coloro che hanno contribuito va il nostro ringraziamento, per aver colto lo spirito dell’opera, che non a caso sin dal titolo si riferisce al “dialogo” scientifico con l’Onorato, e per aver rispettato i tempi di consegna dei loro scritti, consentendone la pubblicazione in tempi alquanto rapidi.
    I contributi raccolti nei due volumi sono articolati in numerose sezioni, che ripercorrono lo sviluppo degli interessi scientifici di Ugo Villani, dai primi scritti apparsi all’inizio degli anni ’70 e dedicati alla soluzione delle controversie, passando per quelli in tema di mantenimento della pace, diritti umani, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale privato e processuale, fino a quelli più recenti, ad esempio in tema di rapporti tra ordinamenti.
    Rivolgiamo un particolare ringraziamento alle sedi universitarie che hanno sostenuto questa pubblicazione e all’Editore, che ha confermato anche in questa occasione la consueta disponibilità e competenza.
    Il Comitato promotore

  • 01 - Istituzioni di Diritto dell'Unione europea.

    Ho predisposto questa nuova edizione tenendo conto degli importanti mutamenti avvenuti nell’Unione europea, dei significativi apporti della giurisprudenza e dei contributi, sempre stimolanti, della dottrina. Non vi è dubbio che l’evento più appariscente è rappresentato dal recesso del Regno Unito, che ha bruscamente invertito un processo caratterizzato, sinora, da un costante ampliamento della partecipazione all’Unione europea e che, in tempi non lontani, priverà quest’ultima di un membro forse mai molto entusiasta, ma certo di grande rilevanza politica. Tale evento, peraltro, non è l’unico segnale di uno stato di crisi dell’Unione europea, che si trascina da vari anni, con serie implicazioni economiche, sociali, politiche. La perdurante incapacità di affrontare in maniera efficace – e fedele ai principi di solidarietà e di scrupoloso rispetto dei diritti umani – il fenomeno migratorio e, per altro verso, il prevalere del metodo intergovernativo nell’affrontare (spesso senza risolverli) i gravi problemi che l’odierna realtà presenta sono anch’essi prova di uno stato di malessere e, forse, di una involuzione del processo di integrazione europea. C’è da chiedersi, inoltre, se l’Unione europea non sia talvolta utilizzata da governi e da forze politiche come pretesto o alibi per determinazioni che, in realtà, corrispondono a interessi e posizioni “nazionalistiche” o di parte.

 
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