Il libro ci racconta di due processi celebrati tanto tempo fa a carico di Salvatore, un signore di mezza età, pluripregiudicato a riposo con turbe psichiche: un processo penale (Cancelleria, al terzo piano), per tentato omicidio, dove, capace di mente e innocente venne assolto; un processo civile, anzi di previdenza (Cancelleria, al secondo piano), iniziato dopo e finito prima, dove, riconosciuto incapace, ottenne l’assegno di accompagnamento.
Insomma, Salvatore è sano di mente al terzo piano e matto al secondo.
Fortunatamente, è sano dove gli serviva essere sano e matto dove gli serviva essere matto.
Il procedimento penale è una cartiera, il fatto storico rischia di perdersi.
Se non si fanno bene le indagini, se non si fa bene il processo con le prove, la verità si allontana e al suo posto si può presentare il fantasma della verità “processuale”.
Non bastano i libri di diritto che magistrati cancellieri avvocati leggiamo, i corsi di preparazione, le esercitazioni nello scrivere e nel parlare sapientemente, le libresche prove di concorso, le brillanti carriere unite o separate.
Occorre fare tanta fatica per venirne fuori!